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martedì 7 febbraio 2012

Assassinio sull’Orient-Express




L’Orient-Express occupa un posto fondamentale nell’immaginario collettivo degli appassionati di letteratura poliziesca. Il libro di cui parleremo, come avrete probabilmente già capito, è Assassinio sull’Orient-Express, della famosissima scrittrice Agatha Christie. Il libro ha visto la luce nel 1934  e ancora oggi rappresenta il fiore all’occhiello della compagine di romanzi polizieschi. Composto da 215 pagine, il capolavoro di Agatha Christie ha come protagonista l’impareggiabile Hercule Poirot, un investigatore belga di fama mondiale chiamato a risolvere un delitto scomodo a bordo del famosissimo treno.
Durante un viaggio di lavoro Poirot incontra un suo vecchio amico, un certo signor Bouc, direttore della compagnia internazionale dei Vagoni Letto. I due hanno giusto pochi giorni per ricordare i vecchi tempi prima che la morte di un certo Samuel Edward Ratchett sconvolga i loro piani.
Arriviamo al delitto: un ricco uomo americano in viaggio d’affari di nome Samuel Edward Ratchett, dietro cui si cela il latitante Cassetti, già responsabile della morte della piccola Daisy Armstrong,  viene trovato morto nello scompartimento di fianco a quello dell’investigatore Poirot. L’indomani, quando viene scoperto il cadavere, Poirot e il dottor Constantine, in quel momento a bordo del treno, si recano ad ispezionare il luogo del delitto e il cadavere dell’uomo.
In questa circostanza Poirot nota un foglio bruciato sul comodino dell’uomo, che però aveva conservato una parte di esso ancora intatta, quella più importante, quella che svelava la sua reale identità. Una volta appurato che l’identità di Ratchett risponde a Cassetti, ecco che i pezzi di questo complicatissimo puzzle cominciano ad essere più chiari. Seguono numerosi interrogatori ai passeggeri del treno che, però, non svelano molto di più.
Dunque alla fine la mente geniale di Poirot produce due interessanti ipotesi, entrambe alquanto veritiere. Solo una di queste, però, porta direttamente al nome dell’assassino … (che qui non sveleremo!)
Molti sono i momenti in cui la grande creazione di Agatha Christie, ovvero Poirot, esegue ragionamenti geniali, che a persone normali come Bouc risultano privi di fondamento, e che a volte sembrano rasentare la follia. In realtà, però, tali ragionamenti alla fine si rivelano parte fondamentale per la risoluzione del caso.
Noi del LeviLab consigliamo la lettura di questo fantastico libro, perché è coinvolgente e a tratti anche simpatico, costruito attraverso una trama ben sviluppata. Inoltre, come è consuetudine da parte di Agatha Christie, il finale a sorpresa lascia il lettore senza fiato anche perché non chiarisce tutti i punti della vicenda in questione lasciandoli irrisolti e  incredibilmente avvolti nel mistero.

Antonio C.

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