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giovedì 10 aprile 2014

Maria Antonietta: tra vizi e divertimento


Abiti coloratissimi, quantità incredibili di scarpe, ciprie e rossetti esagerati, colazioni, pranzi e cene interminabili, scenari sontuosi, musiche travolgenti…sono queste le cose che restano impresse di più nella memoria quando ripensiamo al film “Maria Antonietta” diretto da Sofia Coppola.

E i protagonisti? E le loro storie? E la Storia, quella con la “S” maiuscola che è entrata da oltre duecento anni nei nostri libri? Fa solo da sfondo ai pensieri di una ragazzina che si trova a vivere in una delle corti più importanti del mondo (forse la più importante in quell’epoca) e in uno dei momenti più significativi per la storia, non solo della Francia. E così anche la Contessa di Polignac o il Conte Fersen sono solo i compagni di gioco della piccola Maria Antonietta.

E così anche gli accordi che spinsero l’imperatrice d’Austria Maria Teresa a dare in sposa al futuro re di Francia Luigi XVI la sua figlia più amata sono solo accennati per fare posto alla meraviglia e alla paura di quella quattordicenne austriaca che si trova improvvisamente a vivere a Versailles. Forse sono proprio le musiche moderne a renderci l’idea dei pensieri che dovevano correre nella testa di quella ragazza.
Molto spesso, durante il racconto dei primi anni a corte, la giovane sembra vittima della noia e impegnata in lunghe, frivole e inutili discussioni con i suoi nuovi amici francesi.
Convinta dalle necessità della politica e dall’intervento del fratello, abbandonerà gli eccessi degli anni giovanili e darà alla luce gli attesi eredi del trono di Francia, ma è già tardi, è troppo tardi perché Maria Antonietta e il marito sono diventati il simbolo negativo della situazione politica di tutto il Paese.

Brevissimo, nel film, lo spazio dedicato al popolo: nella scena finale la famiglia reale lascia la sua reggia e le stanze devastate sono il segnale dell’inizio della rivoluzione. Ma anche la rivoluzione diventa lo sfondo della vicende di Maria Antonietta.

Ed è quasi come se quella ragazza avesse voluto lasciare fuori dalla propria vita, ma inutilmente, le urla della gente, il rumore degli spari, il sangue che avrebbe versato tutta la Francia in quegli anni. Sappiamo tutti che Maria Antonietta rappresentava (con Luigi XVI) quel mondo antico, quell’Ancien Regime che la rivoluzione, una volta decapitati il re e la regina, avrebbe cancellato per sempre.

Proprio nel fatto che il film evidenzia i lussi e gli eccessi e tutte le piccolissime e inutili cose della vita quotidiana di quei nobili, si può leggere, invece, il contrasto con la vita dura e difficile per il popolo. Quei contrasti eccessivi e intollerabili, del resto, avrebbero fatto scoppiare una delle rivoluzioni più famose della storia dell’uomo, una rivoluzione che avrebbe cambiato, partendo dalle idee dell’Illuminismo, la politica, l’economia, la società, la religione e la cultura della Francia e del resto del mondo.

Quello di Sofia Coppola, allora, è un film non solo piacevole da vedere (e da ascoltare) ma anche utile per vedere un evento storico da una prospettiva diversa e nuova.


cristina d.

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